di Adrian Lyttelton
Contributo di Adrian Lyttelton
Il futurismo italiano nasce a Parigi, dove nel 1909 Marinetti pubblica il primo manifesto futurista. Il movimento si afferma poi in un'Italia dove la cultura positivista e progressista veniva contestata da nuove correnti di pensiero e da nuovi culti artistici; in questo contesto, Marinetti si distingueva per il suo radicale rifiuto del passato, ed esercitò una forte attrazione su giovani artisti come Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Carlo Carrà , Fortunato Depero, Gino Severini e Mario Sironi.
Marinetti voleva raggiungere una nuova sintesi politica tra il nazionalismo e le correnti “eretiche” dell'estrema sinistra, come i sindacalisti rivoluzionari, e così prefigurava il primo fascismo, di cui fu uno dei fondatori.
Nonostante i suoi forti dissensi sulla politica culturale del fascismo, Marinetti continuava a svolgere un'attività rilevante come propagandista del regime. In generale, attraverso l'invenzione dell’“Aeropittura”, i futuristi contribuirono a rafforzare la sua immagine di modernità. Tuttavia, in un clima di pronunciata “autarchia culturale”, i futuristi diventavano sempre più isolati.
