Angelo Savelli

Angelo Savelli

Pizzo Calabro, 1911 – Castello di Boldeniga, 1995Dopo gli studi liceali a Vibo Valentia, nel 1930 si trasferisce a Roma, dove frequenta la Scuola libera di nudo, il liceo artistico e, più tardi, l'Accademia delle Belle Arti; qui trova Ferruccio Ferrazzi come docente di decorazione, e con lui acquisisce padronanza nell’affresco e nella tempera grassa all’uovo. Tra i promotori, nel 1944, dell'Art Club, dopo un breve soggiorno a Parigi nel 1948, si trasferisce a Venezia e, dal 1954, si stabilisce a New York. Dall’ espressionismo degli esordi, approda a un particolare linguaggio astratto, che risente delle sperimentazioni di Prampolini, Fontana e Burri. La sua opera, che dalla fine degli anni ’50, verte su un uso esclusivo del bianco, è un connubio di pittura e scultura, ampie superfici monocromatiche a rilievo, tele sagomate e strutture geometriche che dialogano con lo spazio. Partecipa alla Biennale di Venezia nel 1964, ottenendo il Gran premio per la grafica. Si dedica anche alla ceramica, e svolge un’intensa attività didattica, insegnando alla New School for Social Research di New York e alla University of Pennsylvania di Philadelphia. Espone le sue opere al Padiglione di arte contemporanea di Milano nell’ 84, alla Casa del Mantegna a Mantova nel ‘90 e, nel ‘95, alla Biennale di Venezia e al Museo d'arte contemporanea L. Pecci di Prato.Scheda a cura di Alessia Cortese