Armiro Yaria
Armiro Yaria
Reggio Calabria, 1901 – Roma, 1980Nel 1912 si trasferisce con la famiglia a Torino, dove frequenta la Scuola d'Arte Decorativa e l'Accademia Albertina, diretta da Giacomo Grosso. In città, si avvicina al gruppo futurista di Fillia e Sartoris, ed espone alla I Mostra Futurista di Torino. Nel ’23 viene arrestato perché antifascista. Dopo la scarcerazione, è costretto a emigrare in Francia, e per sopravvivere, lavora come tipografo e litografo. Ritornato in Italia, nel 1926, si trasferisce a Roma nel 1930 e, nella capitale, riprende l’attività pittorica ed espositiva. Partecipa alla III, alla V e alla VII Quadriennale. Nel secondo dopoguerra, la sua pittura risente del clima neorealista romano, pur presentando influenze postcubiste. Dopo aver attraversato diverse esperienze pittoriche, nell’ultima fase della sua produzione, ritorna al figurativismo, riprendendo i modelli espressivi tipici del futurismo.Scheda a cura di Alessia Cortese
