Leonida Repaci

Leonida Repaci

Palmi, 1898 – Roma, 1985Nel 1908 si trasferisce a Torino, dove completa gli studi liceali e s’iscrive alla facoltà di Giurisprudenza. Nel 1921 si trasferisce a Milano per esercitare la professione forense ma, subito dopo, abbandona la toga per dedicarsi alla letteratura. Da giovane si avvicina al gruppo futurista, come testimonia la pubblicazione della tavola parolibera Lo Ø, sulla rivista futurista mantovana «Procellaria». Critico letterario de «L’Ordine nuovo» di Torino e de «L’Unità» di Milano, dopo la Liberazione è condirettore del quotidiano «Il Tempo» e direttore de «L’Epoca» di Roma; nel 1929 è tra i fondatori del premio letterario Viareggio, che presiede dal 1946. Autore di alcuni volumi di versi, Il ribelle e l'Antigone, del 1919, Poemi della solitudine, del 1920, esordisce come narratore col romanzo L'ultimo Cireneo, nel 1923. La produzione narrativa è intramezzata da opere per il teatro, poemi e saggi, molti dei quali dedicati alla Calabria. Alcune argomentazioni tipiche del futurismo ritornano nell’opera letteraria di Repaci, con il romanzo di fantascienza erotica Amore senza paura, del 1963. Negli ultimi anni di vita si dedica alla pittura, una produzione innervata su tematiche sessuali ed erotiche.Scheda a cura di Alessia Cortese