Umberto Boccioni

Umberto Boccioni

Reggio Calabria, 1882 – Verona, 1916Nasce in Calabria ma cambia spesso residenza nell’infanzia e nell’adolescenza, seguendo il padre Raffaele, impiegato di prefettura, a Forlì, Genova, Padova e Catania. Si avvicina alla pittura all’età di vent’anni, dopo essersi trasferito a Roma, nel 1901. Nella capitale conosce Gino Severini, Giacomo Balla e Mario Sironi, con cui stringe una solida e duratura amicizia. Viaggia molto in Europa per conoscere le Avanguardie artistiche, si reca a Parigi nel 1906, in Russia e a Monaco di Baviera. Nel 1907 s’iscrive alla Scuola libera del Nudo del Regio Istituto di Belle Arti di Venezia. Nello stesso anno, a Milano, conosce Gaetano Previati e Marinetti, con il quale, nel 1909, e insieme con Russolo, Balla e Severini, pubblica il Manifesto dei pittori futuristi e, in seguito, il Manifesto tecnico del movimento futurista (1910). Allestisce mostre dei pittori futuristi in diverse capitali europee, e scrive il Manifesto della scultura futurista, enunciando le sue teorie sulla simultaneità e sul dinamismo. Nel 1914 pubblica due testi fondamentali per comprendere la sua visione artistica, Pittura Scultura Futuriste e Dinamismo plastico. Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, si arruola da volontario nel Battaglione Lombardo Ciclisti. Muore nel 1916, a Sorte, nei pressi di Verona, mentre presta servizio nelle retrovie, in seguito a una caduta da cavallo.Scheda a cura di Alessia Cortese